
Carissimi elettori,
sono particolarmente soddisfatto della richiesta dell'Italia dei Valori di una mia adesione alla candidatura per le prossime elezioni europee del 2009.
Mi chiamo Giovanni Muttillo, ho 46 anni e sono un infermiere che ha maturato una rilevante esperienza nel campo sanitario sia in ambito ospedaliero, sia in ambito universitario. Oltre a ricoprire a lungo, con passione e dedizione per ben 5 mandati le funzioni di presidente del Collegio Infermieri di Milano e Lodi con gli oltre 20.000 iscritti.
Alle esperienze direttamente sanitarie, non è venuta meno l'esperienza nel campo dell'editoria quale giornalista iscritto all'ordine, affrontando i problemi della sanità, le opportunità innovative universitarie e il riconoscimento di nuove competenze al personale infermieristico anche attraverso la recente normativa.
Credo nell'impegno, come segno distintivo di scelta e responsabilità, per la difesa e il sostegno dei diritti fondamentali dell'uomo e dei principi etici della professione. Questa è la condizione essenziale per assistere e perseguire la tutela della salute intesa come bene fondamentale del singolo e interesse peculiare della collettività. Un bene da difendere con convinzione in un Paese, il nostro, in cui oggi la sanità pubblica si trova, come in alcuni sistemi di welfare sanitario occidentali, in una sorta di transizione "tra ciò che non è più" e "ciò che non è ancora".
Sono ormai appariscenti i segni dell'insufficienza delle soluzioni di compatibilità adottate in quest'ultimo decennio per frenare la crescita dei costi dei sistemi sanitari. Sono i segni di una graduale messa in discussione, seppur parziale, dei fondamenti etici, sociali e politici dei modelli di tutela del diritto alla salute.
Basti pensare alla preoccupante crescita delle disuguaglianze, sia per quanto riguarda l'accesso alle cure sia per le prestazioni ricevute. Infatti, spesso l'utilizzo più alto delle prestazioni da parte delle persone più deboli corrisponde alla maggiore inappropriatezza o inadeguatezza delle prestazioni stesse.
Altrettanto significativi, poi, sono gli squilibri storici tra nord e sud mai risolti, e la disattesa degli obiettivi teoricamente sostenuti e finalizzati a conseguire soluzioni di eguaglianza convenzionale, per le quali i LEA avrebbero dovuto rappresentare un effettivo riferimento. Oggi servono con urgenza altre politiche di welfare in Italia e in Europa per "difendere" il diritto alla salute. Occorre abbandonare l'esclusivo presidio economico e finanziario della sanità che ha sempre più pregiudicato, di fatto, gli obiettivi prioritari: l'universalità del diritto alla salute, l'effettiva difesa delle necessarie tutele, il mantenimento e l'adeguamento delle potenzialità del sistema pubblico.
La sanità pubblica nel nostro Paese è "intrappolata" in evidenti e numerose contraddizioni. Fra queste la più dannosa deriva da un insieme di provvedimenti che hanno finito con il contrapporre e rendere prioritario l'aspetto della gestione, pur non marginale, alla effettiva tutela del diritto alla salute, finalità assolutamente imprescindibile. Il cambiamento in Italia può essere condizionato anche attraverso un'incisiva azione politica in Europa. E' quest'aspetto che mi dà entusiasmo sull'opportunità che mi viene offerta con la mia candidatura e la possibilità, se eletto, di incidere sulla base delle competenze e conoscenze sia della sanità in Italia, sia dei modelli della sanità adottati nei diversi paesi europei.
Il problema salute deve diventare nella politica europea uno degli assi principali di un nuovo welfare in cui assumono rilevanza anche la sicurezza sociale, la previdenza, la formazione, la prevenzione, l'ambiente e la libera circolazione dei pazienti e dei professionisti sanitari. Si tratta di un impegno politico che va sostenuto con determinazione sia nel nostro Paese sia soprattutto in un Parlamento europeo che può condizionare l'introduzione delle scelte vincolanti in tutti i Paesi che ne fanno parte.
Il mio impegno, se eletto, sarà quello di tener conto delle aspettative dei cittadini e di "dare voce" al mondo dei saperi, della ricerca, delle competenze, delle professioni, della sanità pubblica e privata. "Dare voce" significa restituire alla parola salute la dignità di una gran questione politica del Paese anche attraverso un impegno e un'azione europea.
Se quest'impegno è condiviso e valutato da Lei positivamente, confido di poter contare, nella votazione, su una sua preferenza alla mia persona come rappresentante dell'Italia dei Valori.
Grazie per l'attenzione e un caro saluto,
Giovanni Muttillo
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