La Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha organizzato per il 12 maggio 2009, giornata internazionale dell'infermiere, il convegno "L'etica della responsabilità infermieristica e la pratica basata sulle prove di efficacia in oncologia".
Ha aperto i lavori il Direttore Generale della Fondazione Dr. Alberto Scanni evidenziando i tre aspetti che caratterizzano l'infermiere di oncologia: la formazione, la ricerca e la prevenzione come nuovi ambiti e nuovi sviluppi per definire il profilo dell'infermiere specializzato in assistenza al paziente oncologico.
tenza è la riflessione sul nuovo Codice Deontologico degli infermieri approvato il 10 gennaio 2009 e oggi riferimento imprescindibile per la professione. "Il Codice - spiega il presidente del Collegio degli infermieri Giovanni Muttillo - rappresenta la struttura su cui si basa l'identità della nostra professione.
L'infermiere non è più un operatore sanitario ma un professionista a tutti gli effetti, che assiste la persona e la collettività attraverso l'atto infermieristico". Ossia un complesso di saperi, prerogative, attività, competenze e responsabilità che si concretizzano in tutti gli ambiti professionali e nelle diverse situazioni assistenziali.
Con un'attenzione particolare all'etica: "Il Codice - continua Muttillo - guida e orienta gli infermieri, dando un senso etico alle azioni professionali. Oggi più che mai, alla luce delle recenti vicende e dei grandi cambiamenti in ambito sanitario, è evidente come vi sia la necessità di una riflessione sui grandi temi e quesiti posti dall'etica e dalla bioetica".
E questo è vero in particolare in ambito oncologico, dove l'assistenza al paziente richiede di far fronte quotidianamente a esigenze diverse, espresse e inespresse, che aprono la porta a un ribaltamento delle visioni. "Riteniamo vi debba essere un cambiamento di prospettiva - sostiene la presidente dell'Associazione degli infermieri di assistenza oncologica Miriam Magri - che va accuratamente presidiato. La regola aurea per cui è opportuno fare agli altri ciò che vorremmo gli altri facessero a noi lascia spazio a una nuova regola: fare agli altri il loro bene. Ma chi stabilisce cosa è bene?".
Non solo: "Dal confronto internazionale con alcune realtà europee - continua Magri - emerge l'esigenza di allinearsi con una visione ancor più incentrata sul paziente. La persona deve essere posta al centro, al primo posto nelle decisioni di tipo organizzativo, nella proposta dei percorsi terapeutici, nelle modalità relazionali, nell'orientamento di tutto il personale, nel contatto con il territorio e nella valorizzazione della ricerca".
Ed è proprio su quest'ultimo aspetto che gli infermieri vogliono puntare, rendendo effettivo un contributo che può essere portato a partire dal quotidiano: "La ricerca - conclude Muttillo - è l'affermazione di una nuova sfera di professionalità acquisita, l'infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate e aggiorna saperi e competenze attraverso la formazione permanente, la riflessione critica sull'esperienza e riconosce il valore della ricerca, della sperimentazione clinica e assistenziale per l'evoluzione delle conoscenze e per i benefici sull'assistito. Lavoreremo per vedere più infermieri coinvolti nella ricerca. È un modo per far crescere la professione, per favorire il riconoscimento del nostro ruolo in tutti i contesti e garantire un'assistenza di qualità, incentrata sulla persona".
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